Dall’orrore del Triangle Fire alle riforme del New Deal: perché la politica senza scienze sociali è solo un gioco di provocazioni dialettiche.

Nell’attuale dibattito italiano la sicurezza sul lavoro, il salario minimo e gli appalti selvaggi vengono inseriti come comunicazioni spot nei talk urlati, accarezzati negli articoli, raramente esplorati come converrebbe per discorsi tanto complessi e importanti.
Purtroppo questi argomenti non vengono affrontati in modo strutturale. Sono elementi “decorativi” nei confronti dei quali i politici sembrano evitare accuratamente di entrare nel dettaglio. I dibattiti — con buona pace della carta stampata — e le comunicazioni online hanno maggiore peso comunicativo e questo la politica lo sa bene. Si evita di analizzare temi tanto spinosi nel dettaglio, le conversazioni diventano un gioco di provocazioni dialettiche e il tutto termina con mezze risposte e nessuna scelta.
Almeno, io la vivo così.
Ed è una considerazione amara, trattandosi invece di materie importanti e quotidiane. Trasversali a diverse classi economiche e sociali. Con queste considerazioni in testa ho affrontato la figura poco nota — a me personalmente sconosciuta fino ad ora — di Frances Perkins, prima donna statunitense nominata Segretaria del Lavoro durante la presidenza Roosevelt.
La Perkins ha avuto una vita interessante, e v’invito a leggerla, e un merito particolare dati gli anni in cui visse. Parliamo degli anni ‘20 del secolo scorso. Il lavoro minorile, le condizioni estreme delle fabbriche, la rete sociale operaia era utilizzata in modo netto come mezzo per raggiungere il fine dell’industria che non prendeva in considerazione l’essere umano se non come portatore di lavoro.
La sua vita ha un punto di svolta nel 1911, quando si trovò ad essere spettatrice inerme dell’incendio che colpì la fabbrica Triangle Shirtwaist. In quell’evento morirono 146 persone, di cui 129 donne. Frances, dopo aver assistito alla tragedia dell’incendio, dichiarò successivamente durante una sua lezione all’università:
“Non dimenticherò mai il gelido orrore che pervase tutto il mio corpo. Poggiai le mani sulla mia gola e mentre assistevo a quelle scene terribili mi resi conto che non potevo in alcun modo aiutare quelle povere donne; e questa considerazione per me fu la cosa più straziante”.
L’impossibilità di agire può muovere in noi diverse reazioni, la Perkins scelse l’azione. Donna istruita, proveniente da una famiglia benestante, usò questa base stabile per reagire a quell’immagine che tanto l’aveva turbata e scelse, tra altri percorsi della sua vita, di entrare in politica. Nel 1928 fu nominata Commissario Industriale per lo Stato di New York e nel 1933 fu nominata Segretaria del Lavoro dal Presidente Roosevelt.
A lei si deve l’introduzione di norme sul salario minimo, sull’indennità di disoccupazione e l’erogazione di benefit alle fasce più povere della società. Un punto di vista, il suo, che ha rivoluzionato nel concreto la vita delle persone. Questa donna, in anni in cui le donne (anche provenienti da ceti ricchi) avevano grandi limitazioni nella vita pubblica e sociale, si emancipò per diventare la voce degli ultimi verso i quali aveva provato tanta empatia.
Frances Perkins ritratta tra il 1915 e il 1920. (Fonte: Library of Congress / Pubblico Dominio)
L’Empatia come Scelta Politica
In psicologia questa è la capacità di comprendere e condividere gli stati d’animo, le emozioni e le esperienze di un’altra persona, mettendosi nei suoi panni senza compromettere i propri confini. L’empatia è in genere descritta in tre dimensioni:
- Empatia cognitiva: la componente intellettuale che ci rende capaci di comprendere la prospettiva dell’altro, capire i suoi pensieri e intenzioni e riconoscere le emozioni che sta provando (senza obbligatoriamente averle vissute in prima persona).
- Empatia emotiva: potremmo definirla come la componente più viscerale e consiste nella capacità di sentire in sé l’emozione provata dall’altro (contagio emotivo), sperimentare una risposta congruente o simile a quella provata dall’altro. Questa dimensione è fortemente legata alla funzione dei neuroni specchio.
- Preoccupazione empatica: la componente di azione. Proviamo sentimenti di cura per l’altra persona e siamo spinti ad aiutarla nella ricerca del sollievo. Quest’ultimo passaggio è la risposta che coniuga i primi due trasformando in un impulso pro-sociale (N.d.A. tendenza a compiere azioni che beneficiano gli altri, anche senza aspettarsi una ricompensa).
La Perkins, agendo, sceglie la preoccupazione empatica rendendo movimento l’emozione e intervenendo così in modo considerevole su una legislazione che modificava in modo effettivo la vita delle persone.
Sono dell’idea, credo di averlo già scritto ma ci tengo a ribadirlo, che la politica dovrebbe avvicinarsi alle scienze sociali e integrarle. Sono consapevole di alcuni bisogni della politica come l’arte del compromesso e della realpolitik, ma proprio oggi in un dibattito ho sentito la seguente frase: “non si fa la politica con le idee”, e l’ho trovata preoccupante.
La politica è l’idea di mondo che proponi ai tuoi elettori, come si può negarlo? E come si può pensare di leggere la società solo attraverso l’esigenza del momento? Tanto varrebbe far prendere scelte ad un’Intelligenza Artificiale che potrebbe essere matematicamente perfetta nel tenere conto dei costi-benefici, ma avremmo perso per sempre la visione dell’individuo.
E per te, cos’è l’empatia? Dimmi la tua. Ti leggo
Fonti e Riferimenti (Per Approfondire)







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