A volte si hanno singole passioni che spingono le nostre vite. Altre volte, viviamo molte vite in una sola. Spinti da inclinazioni di natura diversa, cerchiamo una ricomposizione, permettendo alle sfumature di coesistere. Questo è il pensiero che mi coglie quando leggo la storia di Hedy Lamarr.

Hedwig “Hedy” Kiesler nacque il 9 novembre 1914 a Vienna, da genitori di origine ebraica. Figlia di una famiglia privilegiata, frequentò scuole private dimostrando una spiccata predisposizione per le scienze e l’ingegneria. Tuttavia, la sua storia si sviluppa nei primi anni del ‘900, quando il ruolo della donna era legato a strutture condivise e rigide.
Hedy, infatti, complice anche la sua bellezza, si orientò verso la recitazione, debuttando nel 1930. Negli anni successivi l’attrice si trasferì a Berlino, diventando ben presto un’icona, grazie in particolare al controverso film Estasi del 1933.
L’intrappolamento e la fuga
La fama che sopraggiunse la portò al passo successivo che ci si aspettava da una donna dell’epoca: il matrimonio. Sposò il ricco trafficante d’armi Fritz Mandl. Sebbene il matrimonio la facesse sentire intrappolata — ricordando le sue origini ebraiche mentre il marito aveva stretti contatti con antisemiti e nazisti — le diede l’opportunità di incontrare diverse menti scientifiche d’Europa.
Nel 1937 decise di fuggire dal suo matrimonio e s’imbarcò per l’America. Qui incontrò Louis B. Mayer degli MGM Studios, con cui costruì il personaggio che avrebbe lasciato un segno indelebile nelle produzioni americane.
L’invenzione che cambiò la tecnologia
Mentre la sua carriera avanzava, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale. Hedy sentì il desiderio di contribuire allo sforzo bellico incontrando George Antheil, compositore e appassionato di tecnologia.
L’incontro tra i due diede luogo a un metodo che permetteva di far saltare il segnale di trasmissione da un canale all’altro a intervalli regolari (frequency hopping). L’idea fu brevettata, ma la Marina Americana non volle usare un progetto ideato da una star del cinema. Solo nel 1962 il progetto fu adottato e, nel 1985, divenne la base per i moderni sistemi wireless (come il Wi-Fi).
La costruzione della propria autodeterminazione
La storia di Hedy Lamarr ci parla di molte cose, ma la chiave di lettura che voglio usare qui è l’Autodeterminazione.
L’autodeterminazione è un concetto esplorato in psicologia nell’ambito della Teoria dell’Autodeterminazione (Self-Determination Theory – SDT), sviluppata dagli psicologi Edward Deci e Richard Ryan. Questa macro-teoria si concentra sull’importanza per l’individuo di agire per scelta e volontà propria, in contrasto con eventuali forze esterne.
La vita di Hedy è un insieme di opportunità date, costruite e abilmente unite. La sua fuga e la sua invenzione sono atti di profonda Autonomia, Competenza e Relazionalità. La sua storia è scienza, emancipazione e autodeterminazione.
E a te questa storia cosa racconta? Dimmi la tua. Ti leggo.
Fonti e Riferimenti per approfondire:
- https://www.nationalgeographic.it/la-vera-storia-di-hedy-lamarr-da-star-di-hollywood-a-pioniera-del-wifi
- https://congresso2020.sif.it/lamarr.html
- https://www.treccani.it/enciclopedia/hedy-lamarr_(Enciclopedia-del-Cinema)/
- https://www.stateofmind.it/2015/09/self-determination-theory/ (Per la Teoria Psicologica)







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